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  cicerogentes [ Pro domo... Humanitatis ]
         




13 dicembre 2007

Curiosità… che pazzia!

Spesso quando non ho niente da fare oppure quando sopra casa mia c’è la nuvoletta di Fantozzi con un bel diluvio universale mi metto davanti al pc, o meglio personal computer, e cerco di trovarmi un impegno. Inizio controllando la mia posta… poi controllo il sito di Cecero per leggere i nuovi testi e i commenti, se ce ne sono e dai scriveteci… discutiamo, poi metto un po’ di buona musica e come ultimo ma fondamentale passo per la mia “cultura” attraverso il mio amatissimo motore di ricerca Google scrivo una parolina di mio interesse e poi spulcio tra i risultati offerti alla mia ricerca e leggo le cose più impensate!

Bè durante una di queste volte ho digitato la parola “curiosità” e come potrete immaginare mi si è aperto un mondo… foto… libri con domande e risposte, per l’appunto, curiose… record… fino ad arrivare a scoprire l’esistenza del “Museo delle Curiosità”. Proprio così… nella Repubblica di San Marino in pieno centro storico possiamo trovare questo museo, la collezione più incredibile del mondo, dove la curiosità è la madre della scienza e il principio del divertimento, una collezione di fatti, oggetti, notizie e personaggi del tutto insoliti, strani, rari ma soprattutto veri raccolti per stimolare, divertire e perchè no, insegnare con l'unico per dimostrarvi che l'incredibile esiste ed esiste davvero..

All'interno dell'esposizione, permanente realizzata su una superficie di 600 m² potrete ammirare un centinaio di oggetti esposti… una trappola per pulci del XIX sec, l'orologio a naso, le unghie più lunghe del mondo, l'uomo più grasso del mondo che ha toccato quota 639 kg, la donna più bassa del mondo alta, per modo di dire, 59 cm per 4 kg di peso e l’uomo più alto… appena 2 metri e 72 cm che è morto all’età di 22 anni e che continuando a vivere sarebbe stato ancora in fase di crescita.

Tanti originali e moltissime perfette riproduzioni di cose strane… eccentriche e oserei dire assurde… assolutamente da esplorare!!!
Davvero non mi resta da dire che… non sappiamo più cosa inventare…
però w le curiosità!

Valentina Caprari




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19 novembre 2007

Generazione di fenomeni

 

Immensa è la tristezza che provo negli ultimi, vorrei dire giorni ma devo dire mesi, nel guardare la tv… e sentire e vedere dappertutto: un tifoso morto in autogrill, una ragazza stuprata e uccisa, un incidente mortale per colpa di qualcuno che guidava sotto l’effetto della droga e dell’alcool a Roma, una partita di calcio sospesa perché dei tifosi hanno deciso così, l’ennesimo episodio di bullismo a Napoli, il pedofilo che cerca on-line le sue piccole amanti.

Le città… le storie… i riferimenti sono indicativi… sono solo utilizzati per accendere i riflettori su questo mondo che non va come dovrebbe andare, su questi giovani che crescono senza educazione e senza valori!

Sembra che a scrivere sia una vecchia signora vissuta ai tempi di Chicco e Nina, così si dice a casa mia per dire 100 anni fa, nell’onore e nel rispetto delle persone e delle cose… invece ho vent’anni e mi guardo intorno e vivo tutti i giorni in questa Italia sempre più allo sbaraglio… sguazzo nello schifo che mi circonda e cerco di capire, ma davvero non ci riesco, di chi sia la colpa, vorrei cambiare le cose ma forse non sarò mai in grado di farlo!

Io… anzi noi giocavamo a Indovina Chi pur conoscendo tutti i personaggi a memoria, noi che in tv guardavamo solo i cartoni animati e quelli sì che erano belli, per noi non era Natale se alla tv non trasmettevano la pubblicità della Coca Cola con l’albero più figo del mondo, noi che potevamo farci il bagno solo dopo le 16, noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone la mamma a casa te ne dava due, noi che sapevamo che era ora di merenda perché in tv c’era Bim Bum Bam e la nostra merenda era pane e Nutella… per noi il primo novembre era tutti i Santi e mica Halloween.

Che fortuna ragazzi… e adesso invece? I bambini sanno più cose di me e fanno cose che non dovrebbero fare… pxp, cellulare videochiamante, troppi soldi in tasca… troppo grandi rispetto all’età che veramente hanno.

Io davvero spero ancora in qualcosa di buono… e spero con tutta me stessa di non essere l’unica… anche se ho paura che il peggio debba ancora arrivare!

(liberamente ispirata da una catena di S.Antonio ricevuta via mail)


Valentina Caprari




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17 novembre 2007

Tutto è viaggio

 

Ormai lontana l’idea dell’estate e delle vacanze… e in chi non è affiorata un po’ di malinconia pensando alle tanto attese e sudate ferie? Del viaggio alle Maldive, di un semplice weekend a Ponza e perché no di una bella settimana sulla neve?

Non bisogna attendere l’estate per assaporare questa sensazione! Il viaggio è metafora della vita, oggi molto più di prima, vivere significa viaggiare e rappresenta il percorso, breve ed intenso o lungo e noioso, dalla nascita alla morte di ogni individuo. Già se si pensa allo spostamento negli spazi, il passaggio da casa a scuola, dalla palestra alla discoteca, ogni chilometro percorso vale, né più né meno, di un anno di vita, fa parte delle nostre esperienze e del bagaglio personale di ognuno e merita di essere vissuto con tutta l’intensità possibile perché nessuno restituirà i momenti passati.

Tuttavia, più comunemente per viaggio si intende l’abbandono delle proprie origini e comunque l’allontanamento dalla propria casa e da tutto ciò che c’è di familiare, di conosciuto… per partire all’avventura, alla scoperta di nuovi popoli e nuove usanze verso ciò che più affascina. Ebbene sì, perché fin dalle scuole elementari, attraverso le carte geografiche e il tanto odiato sussidiario, si è affascinati, attratti e in un certo senso ci si innamora della natura incontaminata della Polinesia, delle acque trasparenti delle Maldive fino alle trasgressioni più impensate che possono offrire New York, Londra e Praga. Peccato però, che il viaggiatore ragioni come un turista evitando di esplorare paesi che non ama e nazioni e popoli di cui non ha una buona opinione, per colpa di pregiudizi e di insensate motivazioni, non calcolando che il bello e l’interessante sono dappertutto e vanno solo scoperti.

Viaggiare è un’arte, e per assaporare a fondo ogni piacere bisogna essere spensierati e senza barriere ma soprattutto non si deve dimenticare che si può viaggiare anche attraverso i racconti e l’esperienza vissuta di chi ci circonda, attraverso gli occhi e i racconti dell’insegnante straniera di ballo, la signora indù che spiega le tecniche dello yoga, l’involtino primavera mangiato nel ristorante cinese vicino casa… attraverso il viaggiatore sbadato ed incompreso che per strada chiede dove si trovi questo o quell’ altro monumento!

Non si deve assolutamente dimenticare che per viaggiare, per concedersi qualche giorno lontani dal lavoro non bisogna necessariamente spendere 2000 euro e prendere un biglietto aereo in prima classe… si può salire in macchina o su un bel trenino alla scoperta di tante piccole realtà… diciamo a costo zero!

Ci vuole solo un po’ di fantasia e una buona compagnia…

Valentina Caprari




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15 novembre 2007

La Locanda dei Girasoli

Come promesso eccomi qui a scrivere, con molto affetto, della Locanda dei Girasoli… ne parlo, sempre considerando che ci sia ancora qualcuno che non la conosca, per portare il mio contributo e perché no anche quello del nostro progetto cicero a questa cooperativa sociale di ragazzi che da ormai sette anni crede, sostiene e collabora con persone affette da sindrome di down… tanto che quattro dei soci- lavoratori sono affetti da quest’ultima e giorno dopo giorno dimostrano professionalità e serietà in questo grande progetto di ristorazione che li vede protagonisti.

Ebbene sì… la Locanda dei Girasoli, aperta tutte le sere dal martedì alla domenica a Roma nell’antica quartiere del Quadraro in Via dei Sulpici 117/H, poco distante dalla fermata Numidio Quadrato della metro Linea A, è un ristorantino allegro e colorato, quale miglior simbolo se non i girasoli?, dove potrete assaporare piatti tipici laziali, siciliani e anche sardi e apprezzare alcune rivisitazioni di ben più note ricette, è anche pizzeria con forno a legna, insalateria… ma soprattutto la locanda dei girasoli, qualora richiesto o al momento della prenotazione o lì sul posto, tiene conto di intolleranze alimentari e perché no di restrizioni di natura etica, sanitaria e religiosa nel totale rispetto e integramento delle necessità di ogni individuo.

Parlando con uno dei gestori ho saputo che non molto tempo questa cooperativa ha avuto qualche piccolo incidente di percorso… ma con tanta forza, qualche piccolo cambiamento di associati e una ristrutturazione del locale sono ripartiti più convinti che mai e per far sì che loro non si debbano mai più trovare in difficoltà dobbiamo cercare di dare a questo ristorante la popolarità e il successo che merita.

Io ho saputo dell’esistenza della Locanda da una e-mail di un’amica e vi dico sinceramente che, non abitando a Roma, non avuto ancora il piacere di andare a trovarli per mangiare una bella pizza, però ho sentito il bisogno di pubblicizzare questo ristorante come qualsiasi altro ristorante di moda che si rispetti… quindi io ho promesso al gestore che andrò a trovarli una sera di queste e spero davvero lo faccia anche ogni persona che leggerà questo articolo… anzi se volete potremmo andarci insieme… per una giusta causa!

Concludo consiogliandovi di visitare il loro sito www.lalocandadeigirasoli.it ci sono delle ricette da leccarsi i baffi…

Buona vita a tutti!!!

Valentina Caprari




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12 novembre 2007

Sogni italiani su salsa cubana

Faccio parte, più o meno attivamente, del progetto cicero e amo con tutta me stessa scrivere e scrivere di tutto ma allo stesso tempo ho un’altra grandissima passione, che in qualche modo mi avvicina a Guido, il ragazzo senza il quale tutto questo bellissimo progetto non sarebbe esistito.
 
Spero di non sbagliare ma mi sembra di aver percepito una passione per la capoeira e di conseguenza per la cultura brasiliana e così ho deciso di parlare, ammesso e non concesso che ci sia ancora qualcuno che non ne conosca l’esistenza, della salsa cubana e portoricana insieme a tutte le loro sfaccettature e credetemi ce ne sono davvero tante… troppe!

Prima di avvicinarmi a questo mondo, quattro anni fa, non credevo che mi avrebbe preso così tanto e non credevo che alla fine sarebbe diventata una delle mie ragioni di vita. In Italia, e posso dire questo con un pizzico di orgoglio, vantiamo una delle comunità salsere più numerose e preparate, questo grazie a numerosi artisti e ballerini che da l’Havana, da Portorico, da Los Angeles hanno scelto la nostra penisola come luogo fertile dove divulgare il loro folklore e i loro numerosissimi balli fino al momento in cui anche tanti italiani, più o meno preparati, usciti dagli insegnamenti di questi maestri hanno creato le loro scuole e le loro compagnie di ballo contaminando, un po’, quello che poi realmente era la purezza di questi stili creando la “mezcla perfecta”, una mescolanza di salsa, hip- hop, tango argentino e prese acrobatiche.

E dal puro divertimento si è andato a creare un vero e proprio business perché oltre alle scuole di ballo ogni anno sono organizzati, e credetemi se vi dico che ogni anno sono sempre di più, eventi e raduni salseri durante le festività e i ponti… Salsaweek, SalsaTerme, International Latin Congress, Roma e Bologna Salsa Festival, Maremma Que Salsa e Salsitaly, non ultimo per importanza… anzi… è il mio evento preferito forse perché da più di qualche edizione, insieme alla scuola di salsa nella quale lavoro da ormai tre anni, ne faccio parte dell’organizzazione e mi sto giusto riprendendo dall’ultima fatica a Rieti lo scorso ponte di novembre.

Ne avrei di cose da dire… ma per ora mi fermo qui e spero di aver stimolato la curiosità di qualche lettore che ne voglia sapere di più oppure che voglia contraddirmi in qualcosa… spero che questo sia solo il primo capitolo di molti altri su questi argomenti…
Rimango a disposizione… buona salsa a tutti… 

Valentina Caprari




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25 settembre 2007

Laboratori collettivi di Batucada e ritmi Afro Brasiliani

Ripartono per il 17° anno consecutivo i Laboratori collettivi di Batucada e ritmi Afro Brasiliani

Sono aperte le iscrizioni per l'anno accademico 2007/2008, al Corso di multipercussione collettivo per principianti e avanzati tenuto dal M° Stefano Rossini, dedicati alla Batucada e ai ritmi afro-brasiliani ( Maracatù, Ijexà, Samba Reggae, Tambores de Minas, Maculelè, Afro ...ecc..)

Il Laboratorio prevederà combinazioni con percussione leggera (Pandeiro, Rebolo, Repique de mao, Repique de anel, Cuica, Agogò, Tamborim, Ganzà ) e percussione pesante (Surdo, Repinique, Caixa, naipe de Tamborins, Agogoes, Ganza de Platinela, Shekere, Timbal , Congas)
Come negli anni precedenti il corso si svolgerà tutti i sabati presso il teatro della scuola "Riccardo Quartararo", in VIA DELLA MAGLIANA N. 296 Roma dalle ore 14:00 alle 19:30, con il Patrocinio del Comune di Roma e in collaborazione con Accademia Romana di Musica.
Il primo incontro si svolgerà Sabato 29 settembre 2007 dalle ore 14:00 in poi e sarà divulgativo e informativo per tutti coloro che vorranno conoscere il contenuto di questo laboratorio e le novità relative alla didattica di quest’ anno.
Sarà gradito l’impegno per la divulgazione affinchè diventi un grande incontro aggregativo e comunicativo
Con l’esperienza degli anni precedenti, considerata l’affluenza del 1° incontro chiunque partecipa è pregato di contribuire con qualcosa da mangiare o da bere... Grazie a tutti...

Per informazioni: cell. 338/7863913
E-mail: stefanorossini@stefanorossini.net



Annuncio pubblicato da Guido Mastrobuono




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25 settembre 2007

Prova Gentes 2




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